domenica 30 agosto 2015

Da sabato 29 agosto a domenica 27 settembre 2015 Matteo Volpati "Ritorno alle origini"





Matteo Volpati

"Ritorno alle origini"

a cura di Nello Taietti
Inaugurazione sabato 29 agosto 2015 alle ore 16,30
Testo critico: Jcio Cipolla
creatore dell'avanguardia "Urluck"

In collaborazione con Museo Fondazione Luciana Matalon
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Matteo Volpati, artista eclettico esponente della Wild Life Art italiana, mette in Arte il suo sentimento di disagio verso ciò che lo circonda, egli con la sua Arte suona dei campanelli d'allarme a cui l'uomo di intelletto dovrebbe inevitabilemente porre attenzione, riflettendo sulle derive della società contemporanea. L'artista Volpati, con le sue opere urla il suo monito all'uomo, e gli evidenzia il possibile percorso salfifico, redentorio, e questo lo mette in atto affondando le radici della sua osservazione nella storia.
Uomo che da millenni si confronta con le parti recondite della sua psiche, del suo inconscio, del suo io più profondo. Lui scaccia dal suo mondo tutto ciò che è considerato edonistico e consumistico, e si incarica di mettere in Arte questo auspicio redentorio chiedendo all'uomo di reimpossersi della sua parte "Animalesca", istintiva, primordiale, che secondo Lui suona di purezza e di annullamento dell'ego avido e calcolatore che è oppresso dagli stereotipi e dagli Status.
Volpati urla all'uomo contemporaneo, il "Ritorno alle Origini". Vengono in mente le parole di Seneca che nelle sue lettere a Lucilio, consigliava al suo amico lontano "Ricordati Lucilio, l'Uomo se vuol ritrovare se stesso deve ritornare ai campi ed alla Natura", ed è a questo "alto pensiero" che il Volpati vuole anelare. La visione a cui si rivolge ricade sulla scultura Platonica e Rinascimentale, ma lo fa con l'atteggiamento pauperistico del riciclo della materia, che Lui assembla con il suo Stile Maschio, la materia abbandonata che diviene simbolo di una rinascita , una elevazione spirituale. Gli animali realizzati dal Volpati, consci della loro semplicità, accompagnano nell'aurea del loro senso di esistenza, puro ed etereo, il Santo. Essi attendono che qualcosa accada, osservano senza l'espressione di nessun giudizio, le possibili "metamorfosi" Umane.

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